domenica, maggio 11, 2008

Moodlemoot 2008

Venerdì e sabato, assieme a Leuca, ho partecipato a Padova al Moodlemoot 2008, l'incontro periodico della comunità di sviuppatori e utilizzatori che si raccolgllie attorno alla piattarofma e-learning (open source) Moodle.

Non avevo particolari aspettative e proprio per questo l'evento mi è piaciuto moltissimo: tante persone simpatiche, tanta energia e tanti casi interessanti su cui riflettere.

Personalmente ero interessato all'utilizzo in ambito aziendale e di lifelong learning, a cui il convengo dedicava un'intera sessione: molto interesanti i casi di Aeronautica militare e delle comunità professionali in ambito agricolo (ve lo immaginate? ed è riuscito alla perfezione...).

Molto bello anche il caso di un'azienda manifatutriera che ha realizzato con Moodle un ambiente di autoapprendimento 2.0 (e parliamo di operai e tecnici di una piccola Impresa italiana, capito?). Ho seguito anche l'eseprienza  di Moolde per i funzionari della P.A. (progetto Parsec) gestito dal Formez e raccontato (anche ) da Michela.

Qualche considerazione a caldo:

1) La gente non sa fare le slide
E ne ho avuto una triste conferma anche in questo caso: beccatevi questi esempi, rubati col telefonino

slide_orribile_moodlemoot01

  

slide_orribile_moodlemoot02

 

2) C'è voglia di intranet
Molti casi presentati in realtà erano esempi di utilizzo creativo di Moolde per realizzare, di fatto, intranet aziendali e sistemi di knowledge sharing. Altra prova che le persone si arrangiano, in genere, con quello che hanno, anche se non sanno dare un nome alle cose.

3) L'univeristà è un altra cosa
La maggior parte dei progetti erano legati all'università. In questo ambito, in genere, le cose hanno una spinta maggiore ed il motivo credo risieda non solo nell'età dei partecipanti quanto nel fatto che gli studenti tendono ad aggregarsi e ad usare più facilmente questi sistemi, credo, perché fanno parte di comnità di pratica già avviate e con una pratica molto solida che condividono (studiare e laurearsi) al contrario di altre comunità che fanno più fatica a trovare un'identità.

Inoltre in ambito universitario cominciano ad emergere figure organizzative (tutor, docenti, facilitatori) che sono in grado di gestire in modo adeguato il processo.

Ma, come è emerso anche al convengo, anche le università sono di fornte ad un guado e non tutti i docenti capiscono cosa significhi realmente portare in rete i processi didattici.

Ok, ora parto per l'umbria dove mi attendono due giorni di corso (sopravviverò?)

Ciao

 

postato da 02068449 | 19:20 | commenti
categorie: segnalazioni, vita da sliderman, vita da docente



domenica, maggio 04, 2008

ForumPA: live a Roma il 14 maggio

Il 14 maggio parteciperò, assieme a Paolo, al convegno/tavola rotonda Da dipendente a protagonista. (La leva strategica della comunicazione interna), coordinato da Marco Stancati.

Si parlerà, assieme ad alcuni professionisti del settore, dei nuovi approcci alla comunicazione interna, anche a valle della nostra recente fatica editoriale. Il titolo del nostro intervento dovrebbe essere, più o meno: "La nuova comunicazione interna. Reti, comunità e narrazioni per superare il modello trasmissivo" (Booooooom).

Per chi fosse interessato l'appuntamento è alle 10.00 alla Nuova Fiera di Roma in via Portuense 1555 (Roma).

Ciao.

 

postato da 02068449 | 14:52 | commenti (3)
categorie: segnalazioni, vita da sliderman, vita da docente


Wiki vs e-mail 

Emanuele ha pubblicato due post molto ricchi e interessanti sul rapporto tra wiki e riduzione delle mail e sul ROI dei wiki interni.

E' interessante anche l'articolo che citra, tratto da CIO.

Ciao

 P.s. sull'argomento vi rimando anche al noto filmatino... 

 

postato da 02068449 | 11:41 | commenti
categorie: intranet 20



venerdì, maggio 02, 2008

LDAP, amico mio

Nella vita di intranet c'è una cosa che sembra da smanettoni totali ma da smanettoni non è, ovvero il famoso LDAP, il protocollo che gestisce le identità e i permessi.

Nata come applicazione infrastrutturale, si è lentamente emancipata da questo ruolo invisibile e marginale per diventare una vera e propria feature che può determinare il successo o il fallimento della intranet.

Tramite questo protocollo, infatti, è possibile:

- Gestire la profilatura di accesso e i permessi
- Garantire il famigerato "Single sign on"
- Gestire le identità aziendali (e personali)
- Creare applicazioni killer come ll cercapersone, l'organigramma, il social network interno.

Insomma, senza una buona gestione di questo oggetto, (arricchito però in termini di competenze e informazioni personali generate dall'utente), ci ritroveremmo con il solito portalone generalista che sforna documenti in PDF.

Vi segnalo a proposito un recente articolo di Steptwo dedicato al tema.

 

postato da 02068449 | 11:06 | commenti (1)
categorie: segnalazioni, cose da smanettoni


E' così anche da noi?

Magari...

vignetta_2.0_in_azienda

 

Via Obvious

 

postato da 02068449 | 10:04 | commenti
categorie: segnalazioni, intranet 20



mercoledì, aprile 30, 2008

Intranet design for dummies

Ho pubblicato sul mio spazio in Slideshare una breve presentazione con alcuni consigli per il design intranet (architettura, home page, navigazione, ecc).

Mi raccomando, considerate che si tratta solo di poche regole della nonna (e putroppo ho dovuto cassare molti screenshot per questioni di riservatezza). Chi già opera nel campo può saltare...

:-) 

 

 

postato da 02068449 | 15:13 | commenti
categorie: vita da sliderman, intranet design


Simplicity

Molto carino (scoperto via E-conomy). Credo riassuma bene un po' di cose.

 

Vignetta_semplicità

Fonte: Eric Burke

 

postato da 02068449 | 13:22 | commenti
categorie: segnalazioni


Surrealistic FAQ

Ecco alcune domande frequenti che emergono durante i miei corsi su intranet, web 2.0 e dintorni. E poi ditemi che non è un lavoro usurante...:-)
 
- Ma che cos’è un wiki?
 
- Ok prof, ho appena creato il blog. Ma perché se digito il nome su Google non me lo trova?
 
- Quindi posso leggere tutte le notizie che voglio mettendo gli RSS sulla mia pagina personale? Ma è sicuro che tutto gratis?
 
- Ma che cos’è un widget? È tipo un gadget?
 
- Scusi, ma se tutti possono modificare Wikipedia dove va a finire l’affidabilità delle informazioni?
 
- Ma perché per fare queste cose devo avere una userid e una Password? Non basta andare sul sito?
 
- Che cos’è una userid?
 
- Davvero tutti possono commentare? E se scrivono cazzate?
 
- Ma il profilo personale non è una cosa un po’ da esibizionisti?
 
- Queste cose le dirà anche ai nostri dirigenti?
 
- Tutti modificano online il documento? Ma poi non si crea un casino?
 
- Quindi per apparire su Google devo farmi linkare? Ma allora se lo dico ad amici e parenti posso fregarlo…
 
- Scusi non ho capito se stiamo parlando di cose serie o di giochi tra colleghi
 
- Ma che cos’è un wiki?

  

postato da 02068449 | 09:30 | commenti (1)
categorie: litanie personali, vita da docente



martedì, aprile 29, 2008

Semantic intranet

La risorsa è apparsa qualche mese fa, ma ve la segnalo ugualmente: sul blog dell IWA trovate un post riguardante il rapporto tra intranet e web semantico, a cura di Simone Onofri.

Il tema è di quelli ostici, ma vale la pena fare uno sforzo e provare a capire che cosa sono e che cosa possono dfare per noi oggetti all'apparenza astrusi come URI, RDF, OWL e SPARQL.  

 

postato da 02068449 | 20:25 | commenti (1)
categorie: segnalazioni, intranet 20


(Non) notizie da Alcatraz

Mi commuovo sempre quando vengo a sapere qualcosa della mia vecchia azienda, specialmente se c'è anche di mezzo anche la intranet.

In questo caso si tratta piuttosto di una non-notizia, ovvero l'omissione, sulla intranet aziendale, di un qualsiasi riferimento alla recente morte sul lavoro di un collega, Antonio Carlino.

Dice che è per non deprimere il personale. Quello ancora vivo.

 

postato da 02068449 | 20:01 | commenti
categorie: segnalazioni, invettive



mercoledì, aprile 23, 2008

Enterprise search comics

Molto carino qusto slideshow in forma di fumetto a proposito dei motori di ricerca enterprise. Per la società belga che lo ha prodotto è ovviamente un modo di farsi pubblicità, ma è intelligente e pertinente.

Enjoy!

 

postato da 02068449 | 10:02 | commenti
categorie: segnalazioni



martedì, aprile 22, 2008

Mal di pancia 2.0

In questi tempi fa piacere trovare (e segnalare) delle voci fuopri dal coro, e il coro si sta facendo assai assordante.

E' quindi con vero interesse che vi segnalo uno degli ultimi contributi pubblicati su sempre ottimo Boxes and arrows.

Il titolo dell'articolo di  (Alexander Wilms) ha un titolo già di per se significativo: The Trouble With Web 2.0. Can it work for the large enterprise? e credo riassuma con una certa arguzia una serie di questioni problematiche che il 2.0 si porta dietro quando si cerca di importarlo nelle organizzazioni.

Alex usa come base di partenza le affermazioni contenute nell'articolo originale di O'reilly e, in sintesi, le questioni che solleva sono queste:

- Difficoltà, nel "web come piattaforma", a misurare la spesa pro capite per l'erogazione dei servizi interni.

- Difficoltà ad importare la logica del "mash up" con fonti di dati eterogenee, a diverso livello di riservatezza e con owner interni molto diversi.

- Difficoltà a raggiungere quella massa critica di contributori che fa la vera differenza tra un servizio 2.0 che funziona e uno che non funziona. Bassa priorità nelle organizzazioni alle attività di sharing da parte del personale.

- Difficoltà ad individuare dei driver psicologici o delle motivazioni esterne/interne per condividere e pubblicare contenuti (su questo punto, personalmente, dissento da Alex).

- Difficoltà, nel blog interni ad equilibrare correttamente logica della libera espressività e logica di governance.

- Difficoltà, nei wiki interni, a fruire di particolari tipi di informazioni che richiedono un tipo di publishing, fruizione e classificazione di diverso tipo.

- Difficoltà ad utilizzare il modello del "perpetual beta" che vale per i siti 2.0.

Credo comunque che tutte queste osservazioni siano in parte superabili con un approccio attento e soprattutto equilibrato.

Concludo citando la parte finale dell'articolo, che vi consiglio caldamente di leggere.

The most important and most simple is that corporate behaviours and processes are not changed just by implementing a new IT service. Installing a blog in a formal and hierarchical corporate culture will not change the company in an open and informal community.

Web 2.0 patterns will only work if the corporate and even national culture is already responsive to more collaboration and participation or if the implementation is accompanied by other measures to support cultural change. Creating and holding up motivation of users to contribute, seemingly no problem in the WWW with a billion users will be one of the success factors.

So corporate Web 2.0 implementation projects have to broaden their scope, have to add structural and cultural change or process redesign to their charter. And those “soft” topics tend not to have easy solutions. So when your IT department or an external consultant excitedly tells you about how they are adding “Web 2.0” to the corporate computing environment: be prepared for a difficult birthing process and adjusting your expectations.

postato da 02068449 | 19:26 | commenti
categorie: segnalazioni, intranet 20



lunedì, aprile 21, 2008

User centred intranet

L'ho detto più volte, e lo ripeto: per progettare una intranet coi fiocchi bisogna guardare innanzitutto ai bisogni e ai processi agìti concretamente dalle persone. Fate attenzione, perché guardare ai bisogni e ai processi:

- NON significa intervistare per una mezz'oretta il capo di IT;

- NON significa tirare a indovinare perché tanto, noi, l'azienda la conosciamo bene;

- NON significa partire da astratte indagini di mercato o trend generali per poi andarle ad applicare come automi in uno specifico organizzativo;

- NON significa fare il blog o il wiki perché è fico farlo;

- NON signifca (solo) andare a pranzo con l'A.D. per farsi dire quali sono le priorità.

 

In queste due presentazioni il buon James Robertson ci dà qualche elemento metodologico in più.

 

 

 
Qualche tempo fa il buon Alberto, in birreria, mi diceva pressappoco questo: "Ma porca miseria, noi ci danniamo per usare queste metodologie con gli utenti per i siti esterni, e voi che le persone le avete a disposizione dentro gli ufifci non le fate. Ma perché?"
 
Già, perché?



Visti di profilo

Ecco una bella presentazione che spiega l'importanza dei profili utente nella nuova intranet (by Kiwilight). Personalmente, considero quella dei profili utente una questione cruciale per traghettare le intranet verso le nuove frontiere collaborative e il vero ponte concettuale/operativo che permette di passare dall'1.0 al 2.0.

Insomma, la scommessa è passare dalla semplice rubrica del telefono online (o cercapersone) ad un vero sistema di social network nel quale le persone gestiscono la prorpia identità, i prorpi interventi sulla intranet, la propria documentazione, le proprie competenze, i propri interessi.

Dal punto di vista tecnologico significa arrivre ad un sistema di single sign on, ma dal punto di vista della governance significa molto di più: arrivare ad una intranet guidata dalle persone e basata sulle loro attività, profilata sulle loro esigenze, che dà visibilità e che permette aggregazioni diverse da quelle gerarchico-funzionali.

Qualisasi progetto intranet mettiate in piedi, ricordate che quella del cercapersone/profili utente/My page resta una questione architetturale di base, sulla quale innestare tutte le iniziative a seguire.

 

postato da 02068449 | 12:03 | commenti
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giovedì, aprile 17, 2008

Non facciamoci trarre in inganno…dalla realtà

Stamattina, assieme a Cristiano, ho fatto una puntata allo Knowledge Box - Spring 2008, una conferenza periodica (ultra sponsorizzata) dedicata ai temi del rapporto tra tecnologie e condivisione della conoscenza. Finalmente ho potuto sentire dal vivo Mariano Corso che parlava dei risultati della ricerca sull’Enterprise 2.0 nelle aziende italiane.

Non farò una sintesi di quello che è stato detto: mi limito a ribadire una cosa che mi ha sempre colpito di queste ricerche, ovvero il profondo distacco che riescono a delinare tra la luminosa prospettiva di intranet (e aziende) collaborative e l’oscura realtà di aziende impreparate, impaurite, disincantate.

Questo distacco tra ciò che sarebbe bello fare e quello che in realtà ci troviamo a maneggiare è vissuto, in genere, senza il minimo imbarazzo e di questo mi sorprendo sempre.

A volte è come se chi si occupa di queste cose (consulenti, venditori  di tecnologia, ricercatori) avesse costruito un proprio luminoso mondo dove tutto questo funziona a meraviglia e se nella realtà le cose non vanno come si sperava beh, tanto peggio per la realtà.

Ora, la domanda è questa: perché mai, se queste tecnologie sono così promettenti nella gestione della conoscenza, esse vengono spesso prese con sufficienza quando non apertamente osteggiate nelle aziende?

Ne ho parlato spesso su questo blog, e oggi vorrei provare a sintetizzare alcune riflessioni, che derivano dalla mia esperienza sul campo di persona che a volte si trova a lavorare con altre persone che sono già passare per stuoli di consulenti, ricercatori, venditori di tecnologia e che in genere ne ha le tasche piene.

Ponti cognitivi
Le persone sono abituate a lavorare in un certo modo. Mandano fax, si scambiano una valanga di mail, usano delle procedure sedimentate nel tempo, mettono i documenti nei dischi di rete. Le persone sono ostili ai cambiamenti, anche quelli che nelle nostra testa sembrano dei cambiamenti fichissimi. È Così.

Quando le persone snobbano i nostri nuovi sistemi spesso è perché non riescono a farsene una adeguata mappa mentale, non sono capaci di tradurli nel loro repertorio e di appropriarsene in modo pertinente. Noi diciamo "social network" e loro hanno in mente la rubrica del telefono. E noi dobbiamo saper tradurre questi linguaggi. Siamo pronti a farlo? 
 
Se le tecnologie non favoriscono dei ponti cognitivi tra il vecchio e il nuovo esse rimarranno, per i più, un mistero o un gioco da mentecatti. Ecco perché i wiki, con buona pace di Mariano – ciuffo ribelle – Corso, restano un oggetto ambiguo, complicato e per ora confinato ad alcune elite professionali interne. Ecco perché i feed RSS restano una sigla da smanettoni fino a che non mostriamo alle persone come funzionano e che cosa possono fare per loro.

Ed ecco perché, al contrario, i blog tendono in media a funzionare meglio ed in modo più immediato: hanno un’interfaccia simile a Word e il risultato e simile alle news. Tutti oggetti, questi ultimi, familiari per la maggior parte delle persone.

Persone
Le intranet collaborative sono fatte dalle persone per le persone, e dobbiamo partire da loro. Attenzione: partire dalla persone nella progettazione di questi sistemi non significa intervistare quattro capetti  e distribuire enigmatici questionari al personale, ma coinvolgere le persone – il maggior numero di persone, se non tutte - nel processo di creazione e modellazione dello spazio. Capire i bisogni, individuare i contenuti, stimolare le idee, analizzare i flussi di lavoro, capire le difficoltà, valutare i diversi contesti, suggerire soluzioni, costruire e testare collettivamente l’oggetto sulla base degli input che arrivano.

Una fatica nera.

E fate attenzione che alla “sora Lella” non vado a chiedere se userebbe il wiki o la tag cluod, ma quali sono le principali difficoltà che incontra nel rapporto con le informazioni e la conoscenza, come interagisce con il resto dei suoi colleghi, quali sono che cose che sente di poter dare al progetto, per progettare poi assieme a lei un percorso che non ho definito io a priori.

Utilità
Se le persone non usano i nostri nuovi sistemi forse è perché non hanno capito la loro utilità Le persone useranno questi sistemi solo se percepiranno un’utilità immediata e tangibile. Non useranno il wiki perché è fico ma perché gli risolve i problemi. E così via per tutto l’armamentario degli oggetti 2.0. Il lavoro allora non è tanto di “introdurre” queste tecnologie, ma di essere capaci di “tradurle” in modo da supportare la realtà dei processi aziendali. Questo lavoro di traduzione è il vero valore aggiunto che consulenti e ricercatori possono fare per le imprese e i loro dipendenti.

Notate che, se fate bene questo lavoro, il risultato finale sarà sempre qualche cosa di molto diverso da quello che avevate in testa all’inizio.

Appropriazione
Come ho già detto più volte, le tecnologie sono degli oggetti non deterministici. Neanche il 2.0, che sembra promettere mari è monti, è in grado di determinare, per la sua sola presenza, cambiamenti di un certo tipo. Le tecnologie, ogni tecnologia, vive in una tensione continua con le strategie di appropriazione dei gruppi ai quali si rivolge. Questo significa che ci potranno essere sorprese: a volte il blog non funziona ma il forum si popola di messaggi. Perché? Questione di tecnologie? Questione di persone? Ogni tecnologia sussurra qualcosa, ma sono le persone che la fanno parlare in un modo o in un altro.

Se abbiamo capito questo cominceremo a guardare i gruppi di utilizzatori più che le piattaforme e progetteremo adattivamente sulla base delle linee di demarcazione naturale del territorio aziendale.

Cultura
Fare la intranet collaborativa è una scommessa culturale, e chi si accosta a questi progetti pensando solo al lato tecnologico o al lato metodologico si scontrerà di fronte a stranissimi muri di gomma. Se volete che queste cose funzionino dovete cominciare a pensare a che cosa significa, dal punto di vista culturale interno, valorizzare i talenti e i contributi individuali, aprire e rendere visibili i flussi di conoscenza, supportare i gruppi informali.  Questi cambiamenti richiedono una visione più ampia degli elementi in gioco, ed esigono attori consapevoli che sarà una lotta su più fronti.
Per questo non mi basta IT. Per  questo non mi bastano i settori operativi.

Risorse Umane
Mi dispiace ribadirlo, ma i settori che si occupano di “Risorse umane” non possono restare fuori dalla partita. La partita li riguarda, eccome. Se pensate di fare queste cose ignorando H.R. perché sono dei vecchi parrucconi vi sbagliate di grosso: li dovete avere come alleati e se avete la possibilità di fare un patto col diavolo ecco, questa è l’occasione. H.R ha i contenuti, ha la visibilità, ha le leve e, a ben guardare, gli obiettivi più nobili di un settore H.R sono gli stessi che avete voi,.
E soprattutto, lavorare con la sorda ostilità di quelli del Personale è la via più sicura per ritardare o affossare il progetto.

Sperimentazioni
I settori non sono tutti uguali, e le attività interne sono  spesso eterogenee quanto a modi e strumenti. È ovvio che ci siano delle elite professionali (come IT) e che alcuni settori siano più predisposti di altri all’introduzione dei nuovi sistemi. Non mi aspetto che un’organizzazione agisca come un’unità compatta, ma che ci siamo alcuni pionieri che fanno da apripista. Grazie al lavoro di questi pionieri  l’organizzazione comincia ad “assaggiare” alcune sperimentazioni, che faranno da “motore” per il resto dell’organizzazione. il lavoro di progettazione è quindi sempre pulviscolare, e dobbiamo accettare questo livello della sfida.

È l’ambiente organizzativo che seleziona, quasi darwinianamente, i suoi “champions” i quali avranno l’ingrato compito di portare avanti, a volte in modo solitario, alcuni progetti. In genere il loro destino è di non essere capiti e poi, una volta che il progetto ha avuto successo, di non essere ricordati (Roby, spero che a te vada meglio eh…)

Il lavoro inoltre si sviluppa nel tempo, e quello che  nasce al tempo x si sviluppa in una nuova direzione al tempo y. Ecco perché i sistemi devono essere flessibili. Ecco perché dobbiamo stare sempre con le antenne bene alzate.

Comunità di pratica
Quali sono le comunità di pratica dell’organizzazione? Siamo passati da una visione "aziendo-centrica", tipica dei primi sistemi, ad una "individuo-centrica", tipica del 2.0. La realtà è più complicata e oggi si è capito che la conoscenza non sta, tanto e solo, nella testa delle persone ma nei gruppi professionali e nelle comunità di pratica alle quali la persona partecipa. In questo senso il lavoro prima che tecnologico, diventa etnografico.
 
Ci sarebbero altre dimensioni da considerare (la dimensione del gioco, il rapporto lettori-commentatori-produttori, il ponte tra servizi 1.0 e 2.0, il design, la raccolta contenuti, i sistemi incentivanti, ecc), ma questo post si è fatto veramente lungo.

Arrivederci al prossimo convengo…
:-)




venerdì, aprile 11, 2008

Essere agili per tenersi in forma

Il tema della metodologia agile mi ha sempre affascinato (sarà perché non ne so quasi una mazza?), perché ho sempre avuto l'impressione che lasciasse trasparire qualcosa di importante, di fondamentale per la nostra vita di persone che lavorano. Ecco, ho pensato, un'altra cosa da smanettoni che getta luce su aspetti fondamentali del nostro modo di stare insieme nelle organizzazioni: partecipazione, co-prgettazione, governo a posteriori, sperimentazione. 

Beh, insomma, ecco un articolo che parla dei vari modi di introdurre la metodologia agile nelle organizzazioni, basandosi sull'articolo originale di Mike Cohn.

Un tema tutto da approfondire per chi progetta tecnologie partecipative in azienda. Anche (e soprattutto) per i non informatici.




martedì, aprile 01, 2008
Il giusto contrasto

Sono iscritto alla newsletter di Webaccessibile, e ogni tanto esce qualcosa di carino. Questa volta vi segnalo il contrast analyzer, che non è un sistema per capire chi ha ragione in una discussione acccesa, ma una simpatica applicazione per valutare il contrasto testo-sofndo nei siti.

Ciao ciao
postato da 02068449 | 18:29 | commenti
categorie: cose da smanettoni



martedì, marzo 25, 2008

La politica e il fantasma che noi siamo

 

logo_ACTASe sei un libero professionista con Partita IVA, se non appartieni ad Albi o categorie definite, se vivi solo del tuo lavoro e delle tue capacità e le metti alla prova sul campo continuamente, se sei costretto ad aggiornarti costantemente a spese tue, se ti confronti dalla mattina alla sera a viso aperto e senza filtri protettivi con un mercato del lavoro in continuo mutamento, se fai un lavoro immateriale in autonomia senza orari, senza buoni pasto, senza garanzie, se paghi un casino di tasse e sei considerato comunque un evasore, se ti devi pagare la pensione integrativa e l'assicurazione sanitaria perché se ti ammali per te sono cazzi amari, se senti che nessuno in questo momento si occupa dei tuoi problemi perché non sei un parasubordinato né un lavoratore dipendente né un pensionato né un operatore di Cal center, insomma se nessuno riesce a capire chi cacchio sei...

Insomma, tienti libero il 31 marzo: a Milano si discute di questo e altro in un confronto tra i politici e le nuove categorie emergenti di professionisti, in vista delle prossime elezoni (ecco la brochure da scaricare in PDF).

Come sempre, promuove ACTA.

postato da 02068449 | 14:21 | commenti (1)
categorie: segnalazioni, litanie personali


Risorse per collaborare

Raramente segnalo software e applicazioni, anche se mi capita di navigare alla ricerca di particolari soluzioni "tampone" a problemi intranet. Voglio segnalarvi due risorse che ho imparato ad apprezzare nel tempo.

La prima è la sezione "Collaborazione online" del noto blogger con la mutanda in testa: sfogliando nell'archivio troverete moltissimi servizi online e softwarini utili per chat, videoconferenze, condivisione risorse, documentazione condivisa, didattica, wiki e tanti altri task legati alla collaborazone. L'aspetto lo penalizza, ma se navigate in archivio troverete un tesoro di segnalazioni.

La seconda risorsa e la sezione "productivity" del noto blogger-segnalatore-compulsivo (scherzo): anche qui, scorrendo in archivio, tantissime segnalazioni utili. A parte gli scherzi, MastroAlberto è veramente un grande...

Ehi, adesso non avete veramente più scuse per collaborare...

 

 

 

postato da 02068449 | 10:12 | commenti
categorie: cose da smanettoni



lunedì, marzo 17, 2008

Anche PBwiki verso l'intranet-wiki  

Sto sperimentando (va beh, sperimentando è una parola grossa...) la versione 2.0 di PBwiki e devo dire che sta facendo passi in avanti sulla gestione del wiki in ottica intranet (organizzazione in cartelle, permessi più sofisticati di lettura-scrittura, gestione membri, ecc)

Ecco il video che spiega le nuove funzionalità. 

 

postato da 02068449 | 17:54 | commenti
categorie: intranet 20



sabato, marzo 15, 2008

Grazie Google

Mentre, qui alla LUISS, i miei allievi stanno facendo un esercizio (alla LUISS si lavora anche di sabato, putroppo) scopro una cosa incredibile, almeno per me: se si digita "intranet" su Google questo blog appare nella prima pagina dei risultati (ok, in realtà lo avevo notato già da qualche giorno). 

Considerando che non ho pagato nessuno, che ci sono una marea di altri risultati possibili sul tema e che, alla fin fine, io sono un signor nessuno, lo trovo un risultato strabiliante (che che in parte conferma quallo che poi dico in alula continuamente: contenuti, continuità, relazioni, duro lavoro quotidiano. Altro che banner..).

Beh, insomma, sarò un provinciale, ma voglio ringraziare Google, e soprattuto ringraziare voi...

:-))

postato da 02068449 | 12:17 | commenti (6)
categorie: litanie personali



martedì, marzo 11, 2008

La bacheca e il documento 

Dunque, Virgilio Genio si è iscritto come follower al mio account su Twitter. Il fatto che un intero sito decida di iscriversi come amico mio su di un servizio che io non ho mai usato mi inquieta un po'. Non lo possiamo considerare spamming, giusto? Ma allora che cacchio è?

Ma passiamo oltre. L'indubbio successo di servizi come Yahoo answers o, per l'appunto, Virgilio Genio, mi richiama alla mente più di una considerazione sulla conoscenza e la sua trasmissione nelle organizzazioni. Sappiamo bene che nelle organizzazioni la conoscenza non è fatta (solo) di documenti, non è fatta solo di procedure, non è fatta solo di comunicazioni ufficiali che circolano dall'alto in basso.

Esistono, come noto, anche conoscenze che fanno da contesto operativo ai documenti, che rendono utilizzabili e vive le procedure, che affiancano - e traducono - le comunicazioni ufficiali.

Esistono conoscenze formali, sedimentate e strutturate, ed esistono informazioni informali, impressionistiche e destrutturate. Esistono le norme ed esistono i consigli; esistono i manuali ed esistono i post-it. Infine, esistono i saperi disciplinari ed esistono i trucchetti da quattro soldi.

Ora, come è ormai noto a tutti, per fare funzionare la baracca occorrono tutte queste conoscenze, ed il grande errore del Knowledge Management di prima generazione è stato, come ormai è noto a tutti, quello di concentrarsi solo sull'informazione strutturata, certificata, documentale.

Ora, credo proprio che se vogliamo provare a governare la conoscenza organizzativa dobbiamo innanzitutto inventarci qualcosa per catturare questo livello immediato, informale, destrutturato, minimale di conoscenza. E in questo senso servizi come Yahoo answers, Virgilio Genio, Linkedin Answers ma anche io lo so possano essere di grande ispirazione.  

Credo che in un'ipotetica scala che associ diversi strumenti a diversi tipi di conoscenza, questi ambienti(chiamiamoli "bacheche" di consigli) stanno ceramente al primo gradino. Ed è un gradino essenziale. Poi (ho detto poi)  arrivano i forum, ancora dopo i blog e i wiki e infine le news ufficiali e i sistemi documentali.

Un sistema di KM come si deve è capace di unire (e di offrire) tutto questo in un unico ambiente. Senza dimenticarci che quello che veramente dà unità al tutto non sono le basi dati unificate, ma le identità e le relazioni tra le persone.

Chiamiamolo "Knolwdge social network": una costruzione complessa, nella quale i consigli rapidi e i botta e risposta dati al volo si rivelano i mattoncini fondamentali. Ma questo è esattamente quello che avviene anche nelle organizzazioni, no?

postato da 02068449 | 14:29 | commenti (2)
categorie: strategie intranet, comunita di pratiche


Il corporate-wiki che vorrei
Appunti sulle caratteristiche di un intranet wiki

Più approfondisco il tema del wiki e più tutto questo mi sembra una figata pazzesca.
Ma ho anche imparato che bisogna stare attenti e non lasciarsi trascinare dai propri entusiasmi solitari, per evitare di voltarsi e scoprire che dietro di noi non c’è più nessuno che ci segua.

E dunque, dato che in questo periodo devo occuparmi anche di questo sono stato costretto a riflettere un po’ meglio sulle caratteristiche e i requisiti funzionali del corporate-wiki ideale.

Di seguito trovate il frutto di queste mie riflessioni, ovvero l’elenco delle principali funzionalità che, secondo la mia modesta opinione, dovrebbe garantire un corporate-wiki per funzionare all’interno di un’organizzazione, in special modo di un’organizzazione abituata a ragionare in termini di portal-style (ovvero il 99% delle organizzazioni).

Permessi
Non so se è chiaro, ma nel corporate-wiki NON tutti possono scrivere tutto. Ad esempio il menù di navigazione non sarà editabile da tutti, ma solo dagli amministratori. In alcuni casi si potrà dividere idealmente il menù in varie parti, permettendo l’editing a diverse figure

Ci saranno diversi tipi di permessi, che implicheranno diversi livelli di intervento sulle diverse parti del Wiki. I listini dei prodotti, ad esempio, potrebbero essere aggiornabili solo da 10 persone del marketing, e visibili e commentabili da altre 1.000 del Customer Care. Alcune persone potranno editare tutto, altre potranno editare solo alcune parti, altre potranno solo commentare, altre potranno solo inserire documenti, e così via.

Vi sembra una violazione delle “sacre regole del wiki”? Mostratemi un wiki (possibilmente di successo) dove tutti fanno tutto e mi ricrederò.

Documentazione
Il corporate-wiki, come tutti gli spazi intranet che si rispettino, è fatto anche di documentazione, ovvero doc, xls, ppt ecc.

Per questo è necessario che la documentazione che viene pubblicata all’interno delle singole pagine create venga anche raccolta in una sezione a parte, che chiameremo “Documentazione” e che starà come label nel menù principale in alto. In questa sezione troveremo tutti i doc prodotti, sia dentro la sezione che dentro le singole pagine del wiki, con tanto di tags, descrizioni e naturalmente, il link alle varie pagine nelle quali sono allegati, se ci sono.

La pagina è ovviamente commentabile da tutti.

Menù
Il corporate-wiki ha, secondo me, due tipi di menù: un menù in alto che porta a sezioni e servizi trasversali (es: documentazione, il mio profilo) e un menù laterale che porta  a pagine e gruppi di pagine create. Come dicevo sopra, questi menù non saranno editabili da chiunque, ma solo dagli amministratori e, in alcune parti, da altri utenti identificati (ad esempio il sottomenù che parla dei prodotti sarà modificabili da quelli del marketing e così via) 

Ovviamente ci sarà una sezione di discussione collettiva e di proposta associata alla pagina del menù

Pagine
Il corporate-wiki è fatto, come tutti i wiki, di pagine create dagli utenti. Queste pagine dovranno avere una serie di caratteristiche, che in parte coincidono e in parte no con i classici spazi wiki di internet. Vediamole di seguito:

  • Commenti. Possibilità di commentare la pagina creata. Meglio se in forma visibile in coda alla pagina e in una forma  che assomiglia al forum, come in wetpaint.
  • Voti. Ogni pagina è votabile dai colleghi quanto a utilità.
  • Storia. Ogni pagina ha la sua cronologia, con le modifiche effettuate nel tempo da tutti gli utenti.
  • Notifiche. Ogni pagina dà la possibilità di ricevere notifiche (via mail o RSS o anche SMS) sulle modifiche effettuate (in questa cosa, ad esempio, è ottimo wikispaces).
  • Tag. Ogni pagina è taggabile. In questo modo ogni pagina si assocerà in modo automatico con altre pagine che hanno lo stesso tag.
  • Documentazione. Ogni pagina raccoglie a parte la documentazione prodotta. Scusate l’ossessione, ma i documenti in azienda la fanno sempre da padrone e se non ci pensiamo ci si riversano addosso come in un fiume.
  • Cartelle/categorie. Ogni pagina è raggruppabile in pagine-cartella, in modo da limitare il proliferare di pagine a cazzo. In questo senso la funzionalità di PBwiki è fantastica.
  • Wysiwyg. Ogni pagina è ovviamente editabile in modalità Wysiwyg (ci manca solo di chiedere agli utenti di imparare il markup dei wiki).

Sotto la voce “pagine” rientra anche un’altra caratteristica che secondo me è essenziale delle pagine, ovvero il fatto che in alcuni casi, certe pagine saranno visibili (non editabili, ho detto proprio visibili) solo a certe persone.

In alcuni casi, ad esempio, un listino potrebbe essere visibile nella sua interessa al manager e solo in alcune parti all’operatore. Lo so, lo so: voi penserete che questa è un’altra delle prosaiche esigenze aziendali che contrasta con l’euforico wiki-style, ma se non la garantite state sicuri che molti in aziona faranno fatica a pubblicare le cose.

Potete lavorare perché ci sia la massima condivisione, ma questa funzionalità la dovete comunque garantire.

Profili utente
Il problema cardine del modello-wiki applicato alle aziende è la scarsa visibilità degli autori.
Mentre per Wikipedia questa cosa può funzionare, in azienda, per vari motivi (credibilità, motivazioneinteriore, ecc) la visibilità è fondamentale.
In questo senso il wiki deve essere integrato con modelli che arrivano dai social network.
 
Per questo motivo il wiki in intranet ha uno spazio molto curato per i profili utente. Da questo punto di vista il modello offerto da wetpaint è formidabile (guardate ad esempio questa pagina).

Ogni persona ha il proprio profilo, il più possibile ricco e completo, compilato secondo un template predefinito. Ovviamente questo insieme di dati servirà anche come base per il cercapersone aziendale, per filtrare le persone in base alle competenze, al territorio o al settore, e per associare ogni contenuto prodotto ad una persona concreta.

Ripeto, in questo senso Wetpaint fa veramente scuola: per ogni persone sono elencati anche gli interventi fatti ed esiste sulla home page l’elenco dei top contributors. Una figata.

Non esiste dunque un corporate-wiki senza una attenta gestione dei profili utente e delle modalità semplici per risalire dal contenuto all’utente e dall’utente ai contenuti.

Template
Il corporate-wiki è alimentato dallo smanettane ma anche da chi ha poca dimestichezza. Per questo, il wiki in intranet è fatto con i template. Nel senso che, per ogni pagina che creo, il sistema mi deve far scegliere dei template predefiniti che mi aiutano nel mio lavoro. Ci potranno essere ad esempio dei template per:

  • Profili personali
  • Listini
  • Elenchi alfabetici
  • Verbali
  • Informazioni in tabelle
  • Grafici
  • Notizia con allegati documentali
  • Galleria fotografica
  • Elenco di documenti

Se non c’è  un template che mi soddisfa ne creo uno nuovo. Alla fine allora il sistema mi chiederà se voglio salvarlo e renderlo disponibile anche raglia altri. Se gli dico di si il template arriverà all’amministratore, che deciderà se pubblicarlo così com’è, pubblicarlo con qualche modifica, non pubblicarlo.


Il template nuovo sarà sempre associato all’autore.  

Home page
La home page del corporate-wiki dovrebbe contenere, secondo me:

  • Un diario giornaliero delle attività svolte (creazione pagine, modifiche alle pagine). Tipo blog, ma generato automaticamente.
  • Un box con le pagine più viste.
  • Un box con i documenti più scaricati.
  • Un box con i top contributors.
  • Una parte dedicata alle comunicazioni della redazione.
  • Eventualmente una tag cloud.  

La home page non sarà modificabile da tutti. Mi spiace.

Link
Nel corporate-wiki creare un link  deve essere facilissimo. La maschera che si apr4e quando chiedo di inserire un link ma darà varie possibilità per crearlo:

  • Crealo dall’elenco delle pagine già create.
  • Crealo dall’elenco dei profili utente.
  • Crealo dalla documentazione.
  • Crealo verso una pagina nuova
  • Crealo verso una pagina esterna

Tagging
Nel corporate-wiki, come ho già detto, i tag servono a scovare contenuti correlati e a fare associare in modo automatico le pagine tra di loro. Ovviamente ogni pagina avrà  in basso il suo elenco di tag, e ci potrà essre una pagina che riporta tutti i tagi inseriti o anche una tag cloud in home page (soluzione alla moda ma alla fin fine non moloto efficace secondo me).

Help
Esiste, nel menù principlae in alto e anche in corrispondenza di pagine e finzionaità specifiche, un completo sistema di help generali e contestuali e un corposo sistema di FAQ. Molte delle funzionalità che un Wiki offre appaiono per la prima volta agli utenti, ed è importaqnte che le persone possano imparare le cose strada facendo. 


Ok, queste sono le conclusioni a cui sono arrivato fino ad ora. Ovviamente se Cristiano, Emanuele, Fabio, Giulio, Luca, Gigi, Donatella e naturalmente tutti voi avete delle osservazioni, siete i benvenuti.

Ciao

postato da 02068449 | 12:23 | commenti (11)
categorie: strategie intranet, intranet 20



lunedì, marzo 10, 2008

Casi 2.0

Il wiki che raccoglie casi di applicazioni 2.0 in azienda si va riempiendo di cose interessanti. Ad esempio i blog interni di Citrix, oppure il sistema di social bookmarking di IConcertina.

Interessante anche la intranet totalmente personalizzabile di Deloitte, sede Sudafrica. Con tanto di screenshot.

 

Scree_intranet_deloitte_

Domani spero di riuscire a pubblicare qualcosa di più personale. Ciao

postato da 02068449 | 20:36 | commenti
categorie: screenshot, intranet 20



mercoledì, marzo 05, 2008

Ariparto

Ed eccomi di nuovo in partenza (non ci posso credere). A questo giro c'è anche la notiziola in rete. :-D

Ok, queste sono comunque occasioni nelle quali imparo un sacco di cose (anche sulla mia resistenza fisica).

Ciao

postato da 02068449 | 20:01 | commenti (4)
categorie: litanie personali, vita da docente


Intranet innovation Awards 2008

Qualcuno vuole candidarsi?

 

postato da 02068449 | 10:52 | commenti (1)
categorie: segnalazioni


Effetti del 20%

La brillante e controversa regola del 20% ha prodotto un nuovo servizio (via Punto informatico di oggi), ovvero Google transit,  geniale e utilissimo esempio di mash up applicativo che, nella sua semplicità, promette di surclassare tutti i servizi analoghi delle aziende di trasporto locali.

Un consiglio ai progettisti: se volete integrare delle features interessanti prendete spunto dall'ATAC di Roma: ha un sito che non manco mai di segnalare come esempio positivo nei miei corsi, in patrticoalre il suo servizio di calcolo del percorso.

postato da 02068449 | 10:24 | commenti
categorie: segnalazioni



martedì, marzo 04, 2008

Libri fichi su web, intranet, comunità organizzative e dintorni

Ovvero libri che vorrei aver già finito di leggere e che invece mi guardano minacciosi dai più diversi angoli della casa (ma che cosa volete bastardi? Lo avete capito o no che la mia vita è cambiata? E' inutile che reclamiate la mia attenzione, è patetico il vostro enigmatico mutismo. Ce l'avete com me? Ma come cacchio faccio, bastardi, ma non vedete? Lo so, lo so,  HO CAPITO, ma voi cercate di capire me. Soffro più di voi, credetemi.

Ma arriverà, lo so, il giorno del Grande Ricongiungimento, quando io, voi, la mia vita, il mio lavoro, i miei desideri e le mie ossessioni saranno finamente allineate come pianeti. Nel frattempo posso solo elencarvi e guardarvi da lontano (questo post si è modificato sotto le mie mani mentre lo scrivevo).

Seward Mader - Wikipatterns

Daniel M. Brown - Communicating Design - Peachpit press 

Hanry Jenkins - Cultura convergente - Apogeo

Loretta Frabbri - Comunità di pratiche e apprendimento riflessivo - Carocci

Attila Bruni/Silvia Gherardi - Studiare le pratiche lavorative - Il mulino

Nel frattempo un blogger a cui ho inviato il mio ultimo libro mi ha recensito.

Moltissime grazie, davvero.

 

 

postato da 02068449 | 20:54 | commenti
categorie: litanie personali, vita da lettore


Il network australiano

E da mo' che sono tornato, ma non ho avuto neanche il tempo di respirare (in questo momento sono in una pausa d'aula, pensa te). Non so se è un caso o no, ma quest'anno è così, e francamente la cosa mi piace fino ad un certo punto (e in un certo senso mi terrorizza).

Va beh, in attesa di avere il tempo per mettere online le (orride) foto scattate in Portogallo vi segnalo questo sito che ha lo scopo di raccogliere in un network gli intranet manager australiani.

Ciao

 

postato da 02068449 | 16:03 | commenti (2)
categorie: segnalazioni



venerdì, febbraio 22, 2008

Stacco

Per qualche giorno sono qui. Ciao ciao.

 

 

postato da 02068449 | 09:28 | commenti (3)
categorie: litanie personali


Il blog dedicato al management delle intranet aziendali, curato da Giacomo Mason.

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