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domenica, maggio 11, 2008 Moodlemoot 2008 Venerdì e sabato, assieme a Leuca, ho partecipato a Padova al Moodlemoot 2008, l'incontro periodico della comunità di sviuppatori e utilizzatori che si raccolgllie attorno alla piattarofma e-learning (open source) Moodle. Non avevo particolari aspettative e proprio per questo l'evento mi è piaciuto moltissimo: tante persone simpatiche, tanta energia e tanti casi interessanti su cui riflettere. Personalmente ero interessato all'utilizzo in ambito aziendale e di lifelong learning, a cui il convengo dedicava un'intera sessione: molto interesanti i casi di Aeronautica militare e delle comunità professionali in ambito agricolo (ve lo immaginate? ed è riuscito alla perfezione...). Molto bello anche il caso di un'azienda manifatutriera che ha realizzato con Moodle un ambiente di autoapprendimento 2.0 (e parliamo di operai e tecnici di una piccola Impresa italiana, capito?). Ho seguito anche l'eseprienza di Moolde per i funzionari della P.A. (progetto Parsec) gestito dal Formez e raccontato (anche ) da Michela. Qualche considerazione a caldo: 1) La gente non sa fare le slide
2) C'è voglia di intranet 3) L'univeristà è un altra cosa Inoltre in ambito universitario cominciano ad emergere figure organizzative (tutor, docenti, facilitatori) che sono in grado di gestire in modo adeguato il processo. Ma, come è emerso anche al convengo, anche le università sono di fornte ad un guado e non tutti i docenti capiscono cosa significhi realmente portare in rete i processi didattici. Ok, ora parto per l'umbria dove mi attendono due giorni di corso (sopravviverò?) Ciao
domenica, maggio 04, 2008 ForumPA: live a Roma il 14 maggio Il 14 maggio parteciperò, assieme a Paolo, al convegno/tavola rotonda Da dipendente a protagonista. (La leva strategica della comunicazione interna), coordinato da Marco Stancati. Si parlerà, assieme ad alcuni professionisti del settore, dei nuovi approcci alla comunicazione interna, anche a valle della nostra recente fatica editoriale. Il titolo del nostro intervento dovrebbe essere, più o meno: "La nuova comunicazione interna. Reti, comunità e narrazioni per superare il modello trasmissivo" (Booooooom). Per chi fosse interessato l'appuntamento è alle 10.00 alla Nuova Fiera di Roma in via Portuense 1555 (Roma). Ciao.
postato da 02068449 |
14:52 | commenti (3)
categorie: segnalazioni, vita da sliderman, vita da docente Wiki vs e-mail Emanuele ha pubblicato due post molto ricchi e interessanti sul rapporto tra wiki e riduzione delle mail e sul ROI dei wiki interni. E' interessante anche l'articolo che citra, tratto da CIO. Ciao P.s. sull'argomento vi rimando anche al noto filmatino...
venerdì, maggio 02, 2008 LDAP, amico mio Nella vita di intranet c'è una cosa che sembra da smanettoni totali ma da smanettoni non è, ovvero il famoso LDAP, il protocollo che gestisce le identità e i permessi. Nata come applicazione infrastrutturale, si è lentamente emancipata da questo ruolo invisibile e marginale per diventare una vera e propria feature che può determinare il successo o il fallimento della intranet. Tramite questo protocollo, infatti, è possibile: - Gestire la profilatura di accesso e i permessi Insomma, senza una buona gestione di questo oggetto, (arricchito però in termini di competenze e informazioni personali generate dall'utente), ci ritroveremmo con il solito portalone generalista che sforna documenti in PDF. Vi segnalo a proposito un recente articolo di Steptwo dedicato al tema.
E' così anche da noi? Magari...
Via Obvious
mercoledì, aprile 30, 2008 Intranet design for dummies Ho pubblicato sul mio spazio in Slideshare una breve presentazione con alcuni consigli per il design intranet (architettura, home page, navigazione, ecc). Mi raccomando, considerate che si tratta solo di poche regole della nonna (e putroppo ho dovuto cassare molti screenshot per questioni di riservatezza). Chi già opera nel campo può saltare... :-)
Simplicity Molto carino (scoperto via E-conomy). Credo riassuma bene un po' di cose.
Fonte: Eric Burke
Surrealistic FAQ Ecco alcune domande frequenti che emergono durante i miei corsi su intranet, web 2.0 e dintorni. E poi ditemi che non è un lavoro usurante...:-)
- Ma che cos’è un wiki?
- Ok prof, ho appena creato il blog. Ma perché se digito il nome su Google non me lo trova?
- Quindi posso leggere tutte le notizie che voglio mettendo gli RSS sulla mia pagina personale? Ma è sicuro che tutto gratis?
- Ma che cos’è un widget? È tipo un gadget?
- Scusi, ma se tutti possono modificare Wikipedia dove va a finire l’affidabilità delle informazioni?
- Ma perché per fare queste cose devo avere una userid e una Password? Non basta andare sul sito?
- Che cos’è una userid?
- Davvero tutti possono commentare? E se scrivono cazzate?
- Ma il profilo personale non è una cosa un po’ da esibizionisti?
- Queste cose le dirà anche ai nostri dirigenti?
- Tutti modificano online il documento? Ma poi non si crea un casino?
- Quindi per apparire su Google devo farmi linkare? Ma allora se lo dico ad amici e parenti posso fregarlo…
- Scusi non ho capito se stiamo parlando di cose serie o di giochi tra colleghi
- Ma che cos’è un wiki?
martedì, aprile 29, 2008 Semantic intranet La risorsa è apparsa qualche mese fa, ma ve la segnalo ugualmente: sul blog dell IWA trovate un post riguardante il rapporto tra intranet e web semantico, a cura di Simone Onofri. Il tema è di quelli ostici, ma vale la pena fare uno sforzo e provare a capire che cosa sono e che cosa possono dfare per noi oggetti all'apparenza astrusi come URI, RDF, OWL e SPARQL.
(Non) notizie da Alcatraz Mi commuovo sempre quando vengo a sapere qualcosa della mia vecchia azienda, specialmente se c'è anche di mezzo anche la intranet. In questo caso si tratta piuttosto di una non-notizia, ovvero l'omissione, sulla intranet aziendale, di un qualsiasi riferimento alla recente morte sul lavoro di un collega, Antonio Carlino. Dice che è per non deprimere il personale. Quello ancora vivo.
mercoledì, aprile 23, 2008 Enterprise search comics Molto carino qusto slideshow in forma di fumetto a proposito dei motori di ricerca enterprise. Per la società belga che lo ha prodotto è ovviamente un modo di farsi pubblicità, ma è intelligente e pertinente. Enjoy!
martedì, aprile 22, 2008 Mal di pancia 2.0 In questi tempi fa piacere trovare (e segnalare) delle voci fuopri dal coro, e il coro si sta facendo assai assordante. E' quindi con vero interesse che vi segnalo uno degli ultimi contributi pubblicati su sempre ottimo Boxes and arrows. Il titolo dell'articolo di (Alexander Wilms) ha un titolo già di per se significativo: The Trouble With Web 2.0. Can it work for the large enterprise? e credo riassuma con una certa arguzia una serie di questioni problematiche che il 2.0 si porta dietro quando si cerca di importarlo nelle organizzazioni. Alex usa come base di partenza le affermazioni contenute nell'articolo originale di O'reilly e, in sintesi, le questioni che solleva sono queste: - Difficoltà, nel "web come piattaforma", a misurare la spesa pro capite per l'erogazione dei servizi interni. - Difficoltà ad importare la logica del "mash up" con fonti di dati eterogenee, a diverso livello di riservatezza e con owner interni molto diversi. - Difficoltà a raggiungere quella massa critica di contributori che fa la vera differenza tra un servizio 2.0 che funziona e uno che non funziona. Bassa priorità nelle organizzazioni alle attività di sharing da parte del personale. - Difficoltà ad individuare dei driver psicologici o delle motivazioni esterne/interne per condividere e pubblicare contenuti (su questo punto, personalmente, dissento da Alex). - Difficoltà, nel blog interni ad equilibrare correttamente logica della libera espressività e logica di governance. - Difficoltà, nei wiki interni, a fruire di particolari tipi di informazioni che richiedono un tipo di publishing, fruizione e classificazione di diverso tipo. - Difficoltà ad utilizzare il modello del "perpetual beta" che vale per i siti 2.0. Credo comunque che tutte queste osservazioni siano in parte superabili con un approccio attento e soprattutto equilibrato. Concludo citando la parte finale dell'articolo, che vi consiglio caldamente di leggere. The most important and most simple is that corporate behaviours and processes are not changed just by implementing a new IT service. Installing a blog in a formal and hierarchical corporate culture will not change the company in an open and informal community. Web 2.0 patterns will only work if the corporate and even national culture is already responsive to more collaboration and participation or if the implementation is accompanied by other measures to support cultural change. Creating and holding up motivation of users to contribute, seemingly no problem in the WWW with a billion users will be one of the success factors. So corporate Web 2.0 implementation projects have to broaden their scope, have to add structural and cultural change or process redesign to their charter. And those “soft” topics tend not to have easy solutions. So when your IT department or an external consultant excitedly tells you about how they are adding “Web 2.0” to the corporate computing environment: be prepared for a difficult birthing process and adjusting your expectations. lunedì, aprile 21, 2008 User centred intranet L'ho detto più volte, e lo ripeto: per progettare una intranet coi fiocchi bisogna guardare innanzitutto ai bisogni e ai processi agìti concretamente dalle persone. Fate attenzione, perché guardare ai bisogni e ai processi: - NON significa intervistare per una mezz'oretta il capo di IT;
In queste due presentazioni il buon James Robertson ci dà qualche elemento metodologico in più.
Qualche tempo fa il buon Alberto, in birreria, mi diceva pressappoco questo: "Ma porca miseria, noi ci danniamo per usare queste metodologie con gli utenti per i siti esterni, e voi che le persone le avete a disposizione dentro gli ufifci non le fate. Ma perché?"
Già, perché?
postato da 02068449 |
12:18 | commenti
categorie: segnalazioni, strategie intranet, comunita di pratiche Visti di profilo Ecco una bella presentazione che spiega l'importanza dei profili utente nella nuova intranet (by Kiwilight). Personalmente, considero quella dei profili utente una questione cruciale per traghettare le intranet verso le nuove frontiere collaborative e il vero ponte concettuale/operativo che permette di passare dall'1.0 al 2.0. Insomma, la scommessa è passare dalla semplice rubrica del telefono online (o cercapersone) ad un vero sistema di social network nel quale le persone gestiscono la prorpia identità, i prorpi interventi sulla intranet, la propria documentazione, le proprie competenze, i propri interessi. Dal punto di vista tecnologico significa arrivre ad un sistema di single sign on, ma dal punto di vista della governance significa molto di più: arrivare ad una intranet guidata dalle persone e basata sulle loro attività, profilata sulle loro esigenze, che dà visibilità e che permette aggregazioni diverse da quelle gerarchico-funzionali. Qualisasi progetto intranet mettiate in piedi, ricordate che quella del cercapersone/profili utente/My page resta una questione architetturale di base, sulla quale innestare tutte le iniziative a seguire.
giovedì, aprile 17, 2008 Non facciamoci trarre in inganno…dalla realtà Stamattina, assieme a Cristiano, ho fatto una puntata allo Knowledge Box - Spring 2008, una conferenza periodica (ultra sponsorizzata) dedicata ai temi del rapporto tra tecnologie e condivisione della conoscenza. Finalmente ho potuto sentire dal vivo Mariano Corso che parlava dei risultati della ricerca sull’Enterprise 2.0 nelle aziende italiane. Non farò una sintesi di quello che è stato detto: mi limito a ribadire una cosa che mi ha sempre colpito di queste ricerche, ovvero il profondo distacco che riescono a delinare tra la luminosa prospettiva di intranet (e aziende) collaborative e l’oscura realtà di aziende impreparate, impaurite, disincantate. Questo distacco tra ciò che sarebbe bello fare e quello che in realtà ci troviamo a maneggiare è vissuto, in genere, senza il minimo imbarazzo e di questo mi sorprendo sempre. A volte è come se chi si occupa di queste cose (consulenti, venditori di tecnologia, ricercatori) avesse costruito un proprio luminoso mondo dove tutto questo funziona a meraviglia e se nella realtà le cose non vanno come si sperava beh, tanto peggio per la realtà. Ora, la domanda è questa: perché mai, se queste tecnologie sono così promettenti nella gestione della conoscenza, esse vengono spesso prese con sufficienza quando non apertamente osteggiate nelle aziende? Ne ho parlato spesso su questo blog, e oggi vorrei provare a sintetizzare alcune riflessioni, che derivano dalla mia esperienza sul campo di persona che a volte si trova a lavorare con altre persone che sono già passare per stuoli di consulenti, ricercatori, venditori di tecnologia e che in genere ne ha le tasche piene. Ponti cognitivi Quando le persone snobbano i nostri nuovi sistemi spesso è perché non riescono a farsene una adeguata mappa mentale, non sono capaci di tradurli nel loro repertorio e di appropriarsene in modo pertinente. Noi diciamo "social network" e loro hanno in mente la rubrica del telefono. E noi dobbiamo saper tradurre questi linguaggi. Siamo pronti a farlo? Ed ecco perché, al contrario, i blog tendono in media a funzionare meglio ed in modo più immediato: hanno un’interfaccia simile a Word e il risultato e simile alle news. Tutti oggetti, questi ultimi, familiari per la maggior parte delle persone. Persone Una fatica nera. E fate attenzione che alla “sora Lella” non vado a chiedere se userebbe il wiki o la tag cluod, ma quali sono le principali difficoltà che incontra nel rapporto con le informazioni e la conoscenza, come interagisce con il resto dei suoi colleghi, quali sono che cose che sente di poter dare al progetto, per progettare poi assieme a lei un percorso che non ho definito io a priori. Utilità Notate che, se fate bene questo lavoro, il risultato finale sarà sempre qualche cosa di molto diverso da quello che avevate in testa all’inizio. Appropriazione Se abbiamo capito questo cominceremo a guardare i gruppi di utilizzatori più che le piattaforme e progetteremo adattivamente sulla base delle linee di demarcazione naturale del territorio aziendale. Cultura Risorse Umane Sperimentazioni È l’ambiente organizzativo che seleziona, quasi darwinianamente, i suoi “champions” i quali avranno l’ingrato compito di portare avanti, a volte in modo solitario, alcuni progetti. In genere il loro destino è di non essere capiti e poi, una volta che il progetto ha avuto successo, di non essere ricordati (Roby, spero che a te vada meglio eh…) Il lavoro inoltre si sviluppa nel tempo, e quello che nasce al tempo x si sviluppa in una nuova direzione al tempo y. Ecco perché i sistemi devono essere flessibili. Ecco perché dobbiamo stare sempre con le antenne bene alzate. Comunità di pratica Arrivederci al prossimo convengo… postato da 02068449 |
17:04 | commenti (3)
categorie: strategie intranet, intranet 20, vita da consulente venerdì, aprile 11, 2008 Essere agili per tenersi in forma Il tema della metodologia agile mi ha sempre affascinato (sarà perché non ne so quasi una mazza?), perché ho sempre avuto l'impressione che lasciasse trasparire qualcosa di importante, di fondamentale per la nostra vita di persone che lavorano. Ecco, ho pensato, un'altra cosa da smanettoni che getta luce su aspetti fondamentali del nostro modo di stare insieme nelle organizzazioni: partecipazione, co-prgettazione, governo a posteriori, sperimentazione. Beh, insomma, ecco un articolo che parla dei vari modi di introdurre la metodologia agile nelle organizzazioni, basandosi sull'articolo originale di Mike Cohn. Un tema tutto da approfondire per chi progetta tecnologie partecipative in azienda. Anche (e soprattutto) per i non informatici. postato da 02068449 |
11:16 | commenti
categorie: segnalazioni, strategie intranet, cose da smanettoni martedì, aprile 01, 2008
Il giusto contrasto
Sono iscritto alla newsletter di Webaccessibile, e ogni tanto esce qualcosa di carino. Questa volta vi segnalo il contrast analyzer, che non è un sistema per capire chi ha ragione in una discussione acccesa, ma una simpatica applicazione per valutare il contrasto testo-sofndo nei siti. Ciao ciao martedì, marzo 25, 2008 La politica e il fantasma che noi siamo
Insomma, tienti libero il 31 marzo: a Milano si discute di questo e altro in un confronto tra i politici e le nuove categorie emergenti di professionisti, in vista delle prossime elezoni (ecco la brochure da scaricare in PDF). Come sempre, promuove ACTA. Risorse per collaborare Raramente segnalo software e applicazioni, anche se mi capita di navigare alla ricerca di particolari soluzioni "tampone" a problemi intranet. Voglio segnalarvi due risorse che ho imparato ad apprezzare nel tempo. La prima è la sezione "Collaborazione online" del noto blogger con la mutanda in testa: sfogliando nell'archivio troverete moltissimi servizi online e softwarini utili per chat, videoconferenze, condivisione risorse, documentazione condivisa, didattica, wiki e tanti altri task legati alla collaborazone. L'aspetto lo penalizza, ma se navigate in archivio troverete un tesoro di segnalazioni. La seconda risorsa e la sezione "productivity" del noto blogger-segnalatore-compulsivo (scherzo): anche qui, scorrendo in archivio, tantissime segnalazioni utili. A parte gli scherzi, MastroAlberto è veramente un grande... Ehi, adesso non avete veramente più scuse per collaborare...
lunedì, marzo 17, 2008 Anche PBwiki verso l'intranet-wiki Sto sperimentando (va beh, sperimentando è una parola grossa...) la versione 2.0 di PBwiki e devo dire che sta facendo passi in avanti sulla gestione del wiki in ottica intranet (organizzazione in cartelle, permessi più sofisticati di lettura-scrittura, gestione membri, ecc) Ecco il video che spiega le nuove funzionalità.
sabato, marzo 15, 2008 Grazie Google Mentre, qui alla LUISS, i miei allievi stanno facendo un esercizio (alla LUISS si lavora anche di sabato, putroppo) scopro una cosa incredibile, almeno per me: se si digita "intranet" su Google questo blog appare nella prima pagina dei risultati (ok, in realtà lo avevo notato già da qualche giorno). Considerando che non ho pagato nessuno, che ci sono una marea di altri risultati possibili sul tema e che, alla fin fine, io sono un signor nessuno, lo trovo un risultato strabiliante (che che in parte conferma quallo che poi dico in alula continuamente: contenuti, continuità, relazioni, duro lavoro quotidiano. Altro che banner..). Beh, insomma, sarò un provinciale, ma voglio ringraziare Google, e soprattuto ringraziare voi... :-)) martedì, marzo 11, 2008 La bacheca e il documento Dunque, Virgilio Genio si è iscritto come follower al mio account su Twitter. Il fatto che un intero sito decida di iscriversi come amico mio su di un servizio che io non ho mai usato mi inquieta un po'. Non lo possiamo considerare spamming, giusto? Ma allora che cacchio è? Ma passiamo oltre. L'indubbio successo di servizi come Yahoo answers o, per l'appunto, Virgilio Genio, mi richiama alla mente più di una considerazione sulla conoscenza e la sua trasmissione nelle organizzazioni. Sappiamo bene che nelle organizzazioni la conoscenza non è fatta (solo) di documenti, non è fatta solo di procedure, non è fatta solo di comunicazioni ufficiali che circolano dall'alto in basso. Esistono, come noto, anche conoscenze che fanno da contesto operativo ai documenti, che rendono utilizzabili e vive le procedure, che affiancano - e traducono - le comunicazioni ufficiali. Esistono conoscenze formali, sedimentate e strutturate, ed esistono informazioni informali, impressionistiche e destrutturate. Esistono le norme ed esistono i consigli; esistono i manuali ed esistono i post-it. Infine, esistono i saperi disciplinari ed esistono i trucchetti da quattro soldi. Ora, come è ormai noto a tutti, per fare funzionare la baracca occorrono tutte queste conoscenze, ed il grande errore del Knowledge Management di prima generazione è stato, come ormai è noto a tutti, quello di concentrarsi solo sull'informazione strutturata, certificata, documentale. Ora, credo proprio che se vogliamo provare a governare la conoscenza organizzativa dobbiamo innanzitutto inventarci qualcosa per catturare questo livello immediato, informale, destrutturato, minimale di conoscenza. E in questo senso servizi come Yahoo answers, Virgilio Genio, Linkedin Answers ma anche io lo so possano essere di grande ispirazione. Credo che in un'ipotetica scala che associ diversi strumenti a diversi tipi di conoscenza, questi ambienti(chiamiamoli "bacheche" di consigli) stanno ceramente al primo gradino. Ed è un gradino essenziale. Poi (ho detto poi) arrivano i forum, ancora dopo i blog e i wiki e infine le news ufficiali e i sistemi documentali. Un sistema di KM come si deve è capace di unire (e di offrire) tutto questo in un unico ambiente. Senza dimenticarci che quello che veramente dà unità al tutto non sono le basi dati unificate, ma le identità e le relazioni tra le persone. Chiamiamolo "Knolwdge social network": una costruzione complessa, nella quale i consigli rapidi e i botta e risposta dati al volo si rivelano i mattoncini fondamentali. Ma questo è esattamente quello che avviene anche nelle organizzazioni, no? Il corporate-wiki che vorrei Più approfondisco il tema del wiki e più tutto questo mi sembra una figata pazzesca. E dunque, dato che in questo periodo devo occuparmi anche di questo sono stato costretto a riflettere un po’ meglio sulle caratteristiche e i requisiti funzionali del corporate-wiki ideale. Di seguito trovate il frutto di queste mie riflessioni, ovvero l’elenco delle principali funzionalità che, secondo la mia modesta opinione, dovrebbe garantire un corporate-wiki per funzionare all’interno di un’organizzazione, in special modo di un’organizzazione abituata a ragionare in termini di portal-style (ovvero il 99% delle organizzazioni). Permessi Ci saranno diversi tipi di permessi, che implicheranno diversi livelli di intervento sulle diverse parti del Wiki. I listini dei prodotti, ad esempio, potrebbero essere aggiornabili solo da 10 persone del marketing, e visibili e commentabili da altre 1.000 del Customer Care. Alcune persone potranno editare tutto, altre potranno editare solo alcune parti, altre potranno solo commentare, altre potranno solo inserire documenti, e così via. Vi sembra una violazione delle “sacre regole del wiki”? Mostratemi un wiki (possibilmente di successo) dove tutti fanno tutto e mi ricrederò. Documentazione Per questo è necessario che la documentazione che viene pubblicata all’interno delle singole pagine create venga anche raccolta in una sezione a parte, che chiameremo “Documentazione” e che starà come label nel menù principale in alto. In questa sezione troveremo tutti i doc prodotti, sia dentro la sezione che dentro le singole pagine del wiki, con tanto di tags, descrizioni e naturalmente, il link alle varie pagine nelle quali sono allegati, se ci sono. La pagina è ovviamente commentabile da tutti. Menù Ovviamente ci sarà una sezione di discussione collettiva e di proposta associata alla pagina del menù Pagine
Sotto la voce “pagine” rientra anche un’altra caratteristica che secondo me è essenziale delle pagine, ovvero il fatto che in alcuni casi, certe pagine saranno visibili (non editabili, ho detto proprio visibili) solo a certe persone. In alcuni casi, ad esempio, un listino potrebbe essere visibile nella sua interessa al manager e solo in alcune parti all’operatore. Lo so, lo so: voi penserete che questa è un’altra delle prosaiche esigenze aziendali che contrasta con l’euforico wiki-style, ma se non la garantite state sicuri che molti in aziona faranno fatica a pubblicare le cose. Potete lavorare perché ci sia la massima condivisione, ma questa funzionalità la dovete comunque garantire. Profili utente Ogni persona ha il proprio profilo, il più possibile ricco e completo, compilato secondo un template predefinito. Ovviamente questo insieme di dati servirà anche come base per il cercapersone aziendale, per filtrare le persone in base alle competenze, al territorio o al settore, e per associare ogni contenuto prodotto ad una persona concreta. Ripeto, in questo senso Wetpaint fa veramente scuola: per ogni persone sono elencati anche gli interventi fatti ed esiste sulla home page l’elenco dei top contributors. Una figata. Non esiste dunque un corporate-wiki senza una attenta gestione dei profili utente e delle modalità semplici per risalire dal contenuto all’utente e dall’utente ai contenuti. Template
Se non c’è un template che mi soddisfa ne creo uno nuovo. Alla fine allora il sistema mi chiederà se voglio salvarlo e renderlo disponibile anche raglia altri. Se gli dico di si il template arriverà all’amministratore, che deciderà se pubblicarlo così com’è, pubblicarlo con qualche modifica, non pubblicarlo.
Home page
La home page non sarà modificabile da tutti. Mi spiace. Link
Tagging Help
Ciao lunedì, marzo 10, 2008 Casi 2.0 Il wiki che raccoglie casi di applicazioni 2.0 in azienda si va riempiendo di cose interessanti. Ad esempio i blog interni di Citrix, oppure il sistema di social bookmarking di IConcertina. Interessante anche la intranet totalmente personalizzabile di Deloitte, sede Sudafrica. Con tanto di screenshot.
Domani spero di riuscire a pubblicare qualcosa di più personale. Ciao mercoledì, marzo 05, 2008 Ariparto Ed eccomi di nuovo in partenza (non ci posso credere). A questo giro c'è anche la notiziola in rete. :-D Ok, queste sono comunque occasioni nelle quali imparo un sacco di cose (anche sulla mia resistenza fisica). Ciao Intranet innovation Awards 2008 Qualcuno vuole candidarsi?
Effetti del 20% La brillante e controversa regola del 20% ha prodotto un nuovo servizio (via Punto informatico di oggi), ovvero Google transit, geniale e utilissimo esempio di mash up applicativo che, nella sua semplicità, promette di surclassare tutti i servizi analoghi delle aziende di trasporto locali. Un consiglio ai progettisti: se volete integrare delle features interessanti prendete spunto dall'ATAC di Roma: ha un sito che non manco mai di segnalare come esempio positivo nei miei corsi, in patrticoalre il suo servizio di calcolo del percorso. martedì, marzo 04, 2008 Libri fichi su web, intranet, comunità organizzative e dintorni Ovvero libri che vorrei aver già finito di leggere e che invece mi guardano minacciosi dai più diversi angoli della casa (ma che cosa volete bastardi? Lo avete capito o no che la mia vita è cambiata? E' inutile che reclamiate la mia attenzione, è patetico il vostro enigmatico mutismo. Ce l'avete com me? Ma come cacchio faccio, bastardi, ma non vedete? Lo so, lo so, HO CAPITO, ma voi cercate di capire me. Soffro più di voi, credetemi. Ma arriverà, lo so, il giorno del Grande Ricongiungimento, quando io, voi, la mia vita, il mio lavoro, i miei desideri e le mie ossessioni saranno finamente allineate come pianeti. Nel frattempo posso solo elencarvi e guardarvi da lontano (questo post si è modificato sotto le mie mani mentre lo scrivevo). Seward Mader - Wikipatterns Daniel M. Brown - Communicating Design - Peachpit press Hanry Jenkins - Cultura convergente - Apogeo Loretta Frabbri - Comunità di pratiche e apprendimento riflessivo - Carocci Attila Bruni/Silvia Gherardi - Studiare le pratiche lavorative - Il mulino Nel frattempo un blogger a cui ho inviato il mio ultimo libro mi ha recensito. Moltissime grazie, davvero.
Il network australiano E da mo' che sono tornato, ma non ho avuto neanche il tempo di respirare (in questo momento sono in una pausa d'aula, pensa te). Non so se è un caso o no, ma quest'anno è così, e francamente la cosa mi piace fino ad un certo punto (e in un certo senso mi terrorizza). Va beh, in attesa di avere il tempo per mettere online le (orride) foto scattate in Portogallo vi segnalo questo sito che ha lo scopo di raccogliere in un network gli intranet manager australiani. Ciao
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Il blog dedicato al management delle intranet aziendali, curato da Giacomo Mason.
Mail: giacomo.mason(n_s)@gmail.com ICQ: 191545860 MSN: jamo_giak Skype: giacomomason |